Soggettività dell’atomo: l’esperimento visto dalla parte dell’oggetto investigato

Armando Pelliccioni

Galileo pose le basi nel sedicesimo secolo del principio scientifico per la Scienza, ossia la assoluta rilevanza dell’esperimento per la attendibilità scientifica della verità. L’esperimento nella Fisica è la realizzazione pratica della azioni delle forze della Natura. L’esperimento è fondamentale perché partendo dal dato sperimentale è possibile estrarre le giuste spiegazioni teoriche  sulle quali qualsiasi teoria scientifica si deve basare per ottenere la dovuta credibilità.

Nell’esperimento si possono distinguere differenti fattori che intervengono alla sua riuscita. Si possono distinguere il ruolo dello sperimentatore o scienziato, quello  dell’ambiente sede dei fenomeni, quello della materia oggetto dell’indagine scientifica.

Il ruolo dello scienziato o sperimentatore è fondamentale. Senza di esso, l’informazione non può venire estratta dai dati e la scienza non ha nessun senso di esistere. Questo ruolo deve pianificare  l’esperimento in funzione degli obiettivi del progetto, assicurarsi il materiale adatto per la riuscita dell’esperimento, raccogliere  i dati, elaborarli e, infine, estrarre l’informazione collegata  con gli obiettivi dell’esperimento.

Il ruolo è assolutamente attivo e dominatore di tutti gli altri due fattori che concorrono alla riuscita dell’esperimento, che devono ‘obbedire’ e ‘partecipare’ solo ed esclusivamente per soddisfare le richieste dello scienziato.

L’ambiente, sede dei fenomeni, è l’altro grande protagonista degli esperimenti. Esso riguarda il contesto sperimentale dentro il quale è condotto l’esperimento. In generale, l’ambiente gioca un ruolo attivo nel senso che è la sede delle forze che si vogliono investigare. Ogni forza avrà il proprio contesto ideale per essere investigata e sviluppata. Esistono essenzialmente quattro forze fondamentali (la forza gravitazionale, elettromagnetica, debole e forte) e per ognuna di esse sono associate dei campi e delle particelle con delle proprietà ben specifiche.  Il ruolo delle condizioni ambientali è essenziale per la riuscita dell’esperimento da parte dello scienziato-sperimentatore.

La materia, intesa in senso generale come l’oggetto dell’investigazione scientifica, è il fattore meno nobile dei tre. Essa può essere costituita da atomi se l’indagine riveste le forze elettromagnetiche, da particelle o onde per le interazioni deboli e forti e da masse più o meno grandi per quelle gravitazionali. Di solito gli  atomi e le particelle saranno distrutte nell’esperimento. Nell’ambito della Fisica, il ruolo della materia oggetto di indagine è sempre subalterno rispetto all’ambiente e, soprattutto, allo sperimentatore/scienziato.

L’unica rilevanza scientifica che possiede la materia è quella di essere un tracciante delle forze della natura.

Alla materia non è richiesta nessuna altra peculiarità se non quella di essere sottomessa alle forze della Natura e di servire allo scienziato per i propri scopi.

Se si dovessero assegnare delle analogie usando delle metafore sociali di come condurre un esperimento, potremmo dire che allo scienziato-sperimentatore si dovrebbe assegnare il  ruolo di sovrano-monarca, presente ovunque ed onnipotente, dominatore assoluto dei destini della società e proprietario di tutte le risorse necessarie alla riuscita dell’esperimento.

L’ambiente sede dei fenomeni coinciderebbe con le risorse umane, sociali e ambientali del pianeta.

All’atomo/materia oggetto di indagine sperimentale verrebbe assegnata la stessa rilevanza che può avere un ‘ciocco di legno’ per la sopravvivenza del sovrano-monarca: servirebbe  per scaldarlo quando fuori è freddo e per rendere  appetitose le succulente pietanze altrimenti non commestibili.

Al di  là dello scopo del sovrano, la dignità della materia sperimentale è la stessa che può assegnarsi a qualsiasi oggetto che nella normale vita quotidiana debba essere destinato alla distruzione.

L’unica speranza per un atomo di non essere distrutto, e proseguire la sua vita, risiederebbe nel non suscitare interesse per lo scienziato, nella speranza che la ‘Sua carica elettrica’ non contenga nessun significato scientifico di rilievo.

In sintesi, la possibilità di un atomo di esistere risiede nella speranza che nessun ‘sovrano’ si accorga delle proprie proprietà e che queste non siano fondamentali per gli scopi dello scienziato-sperimentatore.

Un  atomo, agli occhi dello scienziato, non possiede nessuna dignità o peculiarità di rilievo per cui valga la  pena attivarsi per la sua salvaguardia.